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Bell 2023: come fare il deload secondo i coach esperti

Consenso Delphi di 21 coach: nel deload si tolgono serie, ripetizioni o giorni, ci si allena più lontano dal cedimento e il carico può restare.

Redazione OltreFit · Aggiornato il · 6 min di lettura · 5 fonti scientifiche

Lo studio in una riga

21 coach esperti concordano: nel deload si tagliano serie, ripetizioni o giorni, ci si allena più lontano dal cedimento e il carico può restare. La frequenza va decisa sulla persona.

Tipo
Consenso di esperti
Campione
34 coach al primo round, 21 al terzo e ultimo
Pubblicazione
Sports Medicine - Open, 2023

Bell et al. (2023). Integrating Deloading into Strength and Physique Sports Training Programmes: An International Delphi Consensus Approach

In breve

  • Nel consenso Delphi di Bell e colleghi (2023) coach di sport di forza e fisico di vari paesi hanno votato in 3 round: 34 al primo, 21 all’ultimo.
  • Il panel ha concordato una definizione: il deload è un periodo di stress allenante ridotto, pensato per attenuare la fatica fisiologica e psicologica.
  • Per il panel si tolgono serie, ripetizioni o giorni e ci si allena più lontano dal cedimento; il 95,2% concorda che il carico può restare uguale.
  • Deload programmati, decisi sui segnali o misti sono tutti accettabili per il panel, e l'81% concorda che anche lo stile di vita può far scattare un deload.
  • È un consenso di esperti (grado C): nelle fonti che abbiamo non c’è una cifra su frequenza o durata, né uno studio che confronti deload programmati e su segnali.

Secondo un panel internazionale di coach di forza e fisico, il deload si fa riducendo il volume (meno serie, meno ripetizioni o meno giorni), allenandosi più lontano dal cedimento e, se vuoi, mantenendo lo stesso carico. Quando farlo va deciso sulla persona: a calendario, sui segnali di fatica o con un sistema misto[1]. È un consenso di esperti, non un esperimento: dice cosa considerano buona pratica 21 coach, non cosa funziona meglio in un confronto controllato.

Perché serviva un consenso sul deload?

Il deload è una pratica diffusa negli sport di forza e fisico, ma studiata poco. Un sondaggio uscito l'anno dopo il consenso dà un'idea di quanto sia abituale: 246 atleti di forza e fisico scaricano in media ogni 5,6 settimane (± 2,3), per 6,4 giorni (± 1,7)[2]. Le prove controllate, invece, sono scarse ancora oggi: l'unico RCT su persone allenate che abbiamo trovato è uscito nel 2024 e ha testato una settimana di stop completo, non un periodo di allenamento ridotto[4].

Quando gli esperimenti mancano, si chiede a chi il deload lo programma per mestiere. È quello che hanno fatto Bell e colleghi.

Come funziona un consenso Delphi?

Il metodo Delphi raccoglie il parere di un gruppo di esperti in più round. Di solito, a ogni round i partecipanti valutano una serie di affermazioni, vedono come ha risposto il gruppo e votano di nuovo; le affermazioni che superano una soglia di accordo fissata in anticipo diventano «consenso».

In questo studio i round erano 3. Al primo hanno risposto 34 coach, all'ultimo 21[1]: 13 si sono persi per strada (calcolo nostro). Soglia di accordo e testo delle singole affermazioni non sono nelle nostre fonti: lavoriamo sull'abstract, che abbiamo verificato, e sulle note di ricerca del progetto.

Su cosa sono d'accordo i coach?

Il panel ha concordato una definizione: il deload è un periodo di stress allenante ridotto, pensato per attenuare la fatica fisiologica e psicologica[1]. L'idea è allenarsi meno, non per forza smettere.

Questi sono i punti di consenso[1]:

TemaCosa concordano i coach
Frequenzava decisa sulla persona
Come pianificarloprogrammato, autoregolato o misto: tutti accettabili
Come ridurre il lavorotogliendo serie, ripetizioni o giorni
Sforzoallenarsi più lontano dal cedimento
Caricopuò restare uguale mentre il volume scende (accordo del 95,2%)
Stile di vitapuò far scattare un deload (accordo dell'81%)

«Autoregolato» vuol dire deciso sui segnali, come le alzate in calo o la fatica che si accumula, invece che fissato in anticipo: è la logica dell'autoregolazione.

Il dato più netto riguarda il carico. Per il 95,2% dei coach puoi scaricare con lo stesso peso sul bilanciere, purché il volume scenda. È una possibilità, non un obbligo, e non è quello che fanno tutti: nel sondaggio del 2024 l'83,7% degli atleti alleggerisce i multiarticolari durante il deload[2].

Anche il punto sullo stile di vita conta: la fatica non nasce solo in palestra. Quali fattori pesino, le nostre fonti non lo dicono; sullo stress di tutti i giorni c'è la guida su stress e allenamento.

Il consenso dice ogni quante settimane fare il deload?

No. Nelle fonti che abbiamo non compare una cifra di consenso né sulla frequenza né sulla durata[1]. È coerente con il primo punto concordato: se la frequenza va decisa sulla persona, una cifra unica non ha molto senso.

I numeri che circolano vengono da due lavori descrittivi:

  • Interviste a 18 coach (2022). Un deload ogni 4–6 settimane, con estremi da circa 3 a 12, della durata di 5–7 giorni. Volume ridotto dal 25% a oltre il 50%; 1–3 ripetizioni di riserva in più oppure circa il 10% di carico in meno; frequenza invariata e nessun esercizio nuovo. Per lo più i coach mescolano pianificazione e reazione ai segnali[3].
  • Sondaggio su 246 atleti (2024). Il 47,2% programma il deload in anticipo, il 39,4% usa un sistema misto, il 13,4% scarica solo quando ne sente il bisogno. Il 78,9% riduce le serie, l'83,7% il carico sui multiarticolari, l'84,9% lo sforzo. Il motivo più citato è la fatica (92,3%)[2].

Anche questi dati descrivono la pratica: dicono cosa fanno coach e atleti, non cosa funziona meglio.

Quali sono i limiti dello studio?

  • È un'opinione, non un risultato misurato. Descrive cosa pensano gli esperti, non cosa succede a muscoli e forza. Per questo gli diamo grado C (grado C, evidenza limitata: consenso di allenatori ed esperti, pratica consolidata o estrapolazione da contesti simili.).
  • Pochi partecipanti alla fine. 21 coach all'ultimo round, su 34 iniziali. Chi abbandona può pensarla diversamente da chi resta, e questo può spostare l'accordo finale.
  • Una comunità specifica. Coach di sport di forza e fisico: le loro abitudini possono non valere per principianti o per chi si allena per la salute. Un consenso, poi, può riflettere abitudini condivise più che prove.
  • Mancano i numeri. Niente cifre su frequenza e durata.
  • Le nostre fonti. Lavoriamo sull'abstract: non riportiamo le affermazioni votate una per una e non abbiamo informazioni su finanziamenti o conflitti di interesse.

Come si inserisce nel resto della ricerca?

L'unico esperimento su persone allenate che abbiamo trovato è quello di Coleman e colleghi: 39 persone allenate da almeno un anno, 9 settimane di programma ad alto volume, e un gruppo che si è fermato del tutto nella quinta settimana. La crescita muscolare non è cambiata in modo rilevante tra i due gruppi, mentre chi si è fermato ha probabilmente guadagnato 3,6–4,5 kg in meno di massimale allo squat al multipower[4]. È la versione più estrema di un deload, non quella descritta dal consenso.

Un sostegno indiretto riguarda i deload decisi sui segnali. Una revisione sistematica di 56 studi ha trovato che le misure soggettive di benessere rispondono ai cambi di carico in modo più sensibile e coerente di quelle oggettive[5]. Ascoltare come ti senti, quindi, ha una base.

Per quanto abbiamo trovato, mancano ancora due cose: uno studio che confronti deload programmati e deload decisi sui segnali, e un RCT su persone allenate che testi un deload attivo, con meno volume invece dello stop.

Come fare un deload seguendo il consenso?

  1. Togli volume. Meno serie, meno ripetizioni o meno giorni: il consenso li accetta tutti[1]. I coach intervistati nel 2022 indicano dal 25% a oltre il 50% di volume in meno[3].
  2. Allontanati dal cedimento. Lascia 1–3 ripetizioni di riserva in più del solito[3]. La guida su RIR e RPE spiega come stimarle.
  3. Il carico può restare. Se preferisci alleggerire, circa il 10% in meno è il riferimento dei coach intervistati[3].
  4. Se puoi, tieni frequenza ed esercizi. I coach intervistati mantengono gli stessi giorni e non introducono movimenti nuovi[3]. Togliere un giorno resta una strada accettata dal consenso, utile in una settimana piena.
  5. Scegli come decidere quando. Calendario, segnali o sistema misto vanno tutti bene[1]. Il misto, cioè una data di massima più un controllo dei segnali, è quello che i coach intervistati usano più spesso[3].

Un esempio: se di solito fai 4 serie da 8 ripetizioni di squat con bilanciere a 100 kg lasciando 2 ripetizioni di riserva, nel deload puoi fare 2 serie da 6 a 100 kg. Le ripetizioni totali passano da 32 a 12, oltre il 50% in meno; il carico resta uguale e il margine sale a circa 4 ripetizioni, perché ti fermi 2 ripetizioni prima.

Tutti i dettagli pratici sono nella guida sul deload; se dormi poco, vedi anche sonno e allenamento.

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Fonti

  1. Bell et al. (2023). Integrating Deloading into Strength and Physique Sports Training Programmes: An International Delphi Consensus Approach. Sports Medicine - Open. Consenso di esperti.
  2. Rogerson et al. (2024). Deloading Practices in Strength and Physique Sports: A Cross-sectional Survey. Sports Medicine - Open. Sondaggio.
  3. Bell L, Nolan D, Immonen V et al. (2022). “You can't shoot another bullet until you've reloaded the gun”: Coaches' perceptions, practices and experiences of deloading in strength and physique sports. Frontiers in Sports and Active Living. Studio.
  4. Coleman M et al. (2024). Gaining more from doing less? The effects of a one-week deload period during supervised resistance training on muscular adaptations. PeerJ. Studio randomizzato controllato.
  5. Saw, Main, Gastin (2016). Monitoring the athlete training response: subjective self-reported measures trump commonly used objective measures: a systematic review. British Journal of Sports Medicine. Revisione sistematica.

Come scegliamo e valutiamo le fonti: il metodo di OltreFit. Hai trovato un errore? Scrivici: correggiamo e aggiorniamo la data.

Domande frequenti

Quanto dura un deload secondo coach e atleti?

Circa una settimana. Il consenso, nelle fonti che abbiamo, non fissa una durata. I coach intervistati in uno studio del 2022 indicano 5–7 giorni, e i 246 atleti di forza e fisico di un sondaggio del 2024 riferiscono in media 6,4 giorni.

Durante il deload devo abbassare il carico?

Non per forza. Il 95,2% dei coach del panel concorda che il carico può restare uguale mentre il volume scende. Abbassarlo resta un'opzione: i coach intervistati nel 2022 parlano di circa il 10% in meno, e l'83,7% degli atleti del sondaggio del 2024 alleggerisce i multiarticolari.

Posso saltare un giorno di allenamento durante il deload?

Sì. Per il consenso togliere giorni è uno dei modi accettati per ridurre il volume, insieme a meno serie o meno ripetizioni. I coach intervistati nel 2022, però, di solito tengono la stessa frequenza e tagliano le serie, quindi saltare un giorno è un'alternativa, non la regola.

Un consenso di esperti vale quanto uno studio sperimentale?

No. Descrive cosa pensano coach con esperienza, non cosa funziona meglio in un confronto controllato: per questo gli diamo grado C. L'unico RCT su persone allenate che abbiamo trovato ha testato una settimana di stop completo, non un deload con meno serie.

Il deload serve anche ai principianti?

Il panel era fatto di coach di sport di forza e fisico, e nelle fonti che abbiamo non ci sono indicazioni specifiche per chi è all'inizio. Secondo noi il criterio più sensato, per un principiante, è scaricare quando la fatica si accumula e le alzate calano, non per forza a calendario.

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